IRAN | 2 NOTTI A TABRIZ

Passiamo il confine in circa 2 ore (prima burocrazia turca, poi quella iraniana). Possiamo dirvi che non c'e' paragone tra le due (tutto in favore della seconda!) Non lo credavamo possibile ma al di la' del confine l'altopiano non e' piu' lo stesso' improvvisamente tutto diventa piu' brullo quasi desertico.
Le montagne si svestono del verde e mostrano l'aspetto imponente delle rocce portando alla luce una vasta gamma di colori dall'ocra al rosso!! Quello che non cambia, anzi si amplifica, e' il calore della gente. Qui tutti, ma proprio tutti ci salutano. Dalle macchine in corsa gridano "welcome in iran!!" facendo sporgere una mano dal finestrino col pollice rivolto verso l'alto in un chiaro gesto internazionale "tu sia il benvenuto, qui sei ok!". E' facile immaginare quanto sia rassicurante per uno straniero che entra in un paese che non e' il suo sentire di essere il benvenuto inevce di incontrare "ronde di cittadini in armi!!" come purtroppo, e lo leggiamo anche dalle pagine del nostro blog, succede in Italia. Qui tiriamo anche un po' il fiato perche' il prezzo della benzina e' molto basso. L'aria nel deserto roccioso si fa molto calda e ci disidrata velocemente. In piu' noi siamo cosi' emozionati ed entusiasti di fronte a quel panorama che in qualche modo acceleriamo il processo. Decidiamo cosi' di fermarci a bere in un posto dove cresce miracolosamente un albero che fa un po' d'ombra nel cui cono sono disposti un tavolino e alcune sedie. Ci accoglie un giovane con una pettinatura quasi anni 60 (pensate a bobby solo e al suo ciuffo) che con estrema gentilezza ci accompagna al lavatoio, cosa che ci da' grande sollievo. Il ragazzo ci spiega essere un camionista che spesso porta il suo truck in italia.
Poi ordiniamo da bere il solito chai e l'ayran che qui e' diverso da quello turco perche' fermentato.
Mentre ci deliziamo di tutta la situazione giunge un omone anziano che con cordialita' e spigliatezza ci chiede informazioni. Vuole assolutamente aiutarci e guardiamo la mappa con lui. E' splendida la musicalita' con cui recita i nomi per noi cosi' ostici.
Poi gli facciamo vedere l'adesivo che riproduce il nostro percorso e qui scoppia in una grossa risata divertita. Pero' nota l'adesivo di Pakitalia sulle nostre borse laterali con una scritta in urdu (la lingua ufficiale del pakistan) che dice una cosa come "imperitura amicizia".
Allora lui commosso alza le mani sopra la testa con le dita a martello e le unisce come a creare due anelli di una catena saldati in un'unione inossidabile!! In quel gesto spontaneo, semplice e commosso noi leggiamo il vero spirito del viaggio!!! Accompagna il gesto al nome delle nazioni che attraverseremo partendo proprio dall'italia, in sequenza e rifa' il gesto. A quel punto ci commoviamo anche noi e gli stringiamo le mani con gli occhi lucidi. Non sappiamo come si chiami quell'uomo, sappiamo solo che il posto dove ci siamo fermati e' segnato sulla cartina col nome di EV OGHLI. Eppure in quei pochi attimi ci siamo scambiati molto di piu' che in una giornata di parole. (per inciso lui e' quello che nella foto vedrete tutto alla vostra sinistra)! Si puo' facilmente immaginare lo spirito con cui inforchiamo le nostre moto che sono diventate onde del mare nel deserto!

Dopo poche ore siamo in tabriz.

TABRIZ

La citta' ci accoglie con lo stesso calore che abbiamo ricevuto dal nostro ingresso in questo paese, quasi troppo, un po' ci stordisce. Giriamo un po' verso il centro. Poi ci fermiamo e siamo subito avvolti dai passanti che vogliono sapere di noi e vogliono aiutarci e fanno a gara per farlo. Addirittura uno di loro ci disegna la strada verso l'hotel che stiamo cercando. Arrivati li' un'altra incredibile sorpresa. Diego e' andato a parlare col gestore dell'hotel e torna trafelato dicendomi:
"non chiedermi perche' ma filma tutto quello che faccio". Io prendo la telecamera e basito vedo che Diego sale sul maeciapiede con la moto per entrare nell'hotel!!!! Poi e' il mio turno. Entro nella hall con il potente mezzo e ci fanno parecheggiare su due tappetini appositamente preparati. Anche le moto non potevano crederci!!
La mattina dopo andiamo in cerca di un interent cafe' segnato sulla guida. Lo troviamo con facilita'. Finalmente! Era da giorni che cercavamo una connessione in rete. Pero' quando finalmente riusciamo a vedere la posta, improvvisamente va via la luce!!! Azz...........
Il gestore dell'internet cafe' ci dice che ci vorranno almeno 20 minuti! Decidiamo di aspettare e nel frattempo chi e' nel posto comincia a chiedere di noi, dove andiamo, cosa facciamo....
Karim cosi' si chiama il gestore, e' un ragazzo sveglio e intelligente che parla molto bene inglese.
Ci fa domande e traduce quelle dei suoi amici. Poi viene fuori che vogliamo andare a visitare Kandovan un sito sotrico importante. Allora ci propone di farci accompagnare dall'amico Shahrooz con la sua auto. Decidiamo di accettare tanto ormai la mattinata e' andata. Andiamo a prendere la macchina e scopriamo che si tratta di una yundhai 3000 di cilindrata, cambio automatico e soprattutto aria condizionata!!
Poi arriva anche Karim con suo figlio Arvin. Ci dirigiamo verso Kandovan e scopriamo che nel tragitto passeremo a prendere la moglie e il figlio di Shahrooz, Elnaz, e Elman, e che ci porteranno a mangiare in uno dei ristoranti piu' rinomati della zona.
Siamo emozionati perche' e' la prima volta che ci relazioniamo con una donna da quando siamo entrati in Turchia. Lei porta il velo (tutte lo fanno qui in Iran) e se non lo facessero verrebbero incarcerate, ma sa l'inglese e si vede che e' molto colta. Tiene in braccio il bellissimo bambino ed e' molto cortese. A tavola grazie a loro assaggiamo sapori meravigliosi che non avremmo potuto provare. Cito solo una zuppa con la zucca e chicchi di melograno e uno yogurt spettacolare con aglio e spezie non meglio identificate. Non poteva mancare il mitico Kebab con verdure varie tra cui il fortissimo peperoncino verde che ci fa subito arrossire (se ne accorgono tutti!).
Dopo pranzo ci portano in un negozio che fa arazzi e lo fanno perche' vogliono mostrarci l'immagine di un personaggio politico la cui effige e' illegale... lo scia pahalvi!!
Poi comincia la gita a Kandovan........che magnificenza. Sono case scavate nella roccia dove ancora adesso vivono delle persone, che risalgono a 2000 anni prima di cristo. Karim ci spiega che le persone sono pagate dal governo per restare li'. Quel momento e' magico per noi, non tanto per il sito in se' che noi comunque riprendiamo per lungo e per largo, ma perche' ci sediamo tutti all'ombra a bere chai e fumare la variante iraniana del narghille'.In questa atmosfera da mille e una notte ci parlano di come loro non sono d'accordo con le restrizioni governative, di come vorrebbero che le donne non fossero costrette a portare il velo, di come vorrebbero essere liberi di bere, ballare e stare insieme anche fuori dalle loro abitazioni, in pubblico, insomma di come vorrebbero essere liberi!
Ci spiegano che il loro presidente si e' votato da solo e che nessuno l'ha scelto e di come si rammaricano a vivere in un paese produttore di petrolio e non potere avere un tenore di vita simile al nostro perche' il governo si tiene tutto.

Diego gli dice che un premio nobel italiano, un certo DARIO FO, sostiene che nessun regime potra' mai combattere l'ironia, la satira. Nessun regime puo' impedirti di pensare. Loro ci tengono a farci vedere che non sono "terrorisiti" ma che sono persone come noi che come noi desiderano un mondo di pace e di liberta'!
Dopo la visita a Kandovan ci portano su una strada di montagna pompano l'autoradio al massimo con in pezzo di Shaggy "sexy lady" che per tutti noi e' liberatorio. Li' su quella strada non c'e' nessun potere a controllare, nessun confine da superare, nessuna regola da infrangere....... e ci lasciamo andare a grida liberatorie a movimenti ritmati.

Grazie ai nostri amici iraniani viviamo con ancora piu' consapevolezza che cosa voglia dire la parola liberta'.

Torniamo a casa della mamma di Shahrooz dove abbiamo lasciato la moglie e il figlio. La mamma e' vedova, una donna gentilissima, dal viso dolce. Ci ospita senza remore e ci offre datteri con le noci, anguria e arance. Poi ci porta della pasta... certo siamo italiani! E' cucinata al ragu'. Ovviamente i sapori non sono i nostri ma la loro ospitalita' non ha limite e noi gustiamo gli spaghetti con piacere. E qui loro ci fanno un altro immenso dono. Tirano fuori una bottiglia di scotch "whithe horse" che per loro e' una cosa molto rischiosa. Brindiamo augurandoci vicendevolmente di essere sempre in salute e vivere esperienze sublimi. Un altro momento di incredibile intensita'. Alla sera ci portano in un parco dove stiamo sdraiati su una coperta in mezzo alla gente a parlare, camminare, mangiare frutta e fumare la pipa. Restiamo li' fino all'una e il parco e' pieno di uomini, donne, bambini. C'e' un laghetto tutto illuminato di verde, rosso.
E' un momento solendido, dedicato al relax, al piacere di stare insieme con gli amici, la famiglia.
Ormai e' tardi e karim con la moglie decidono di ospitarci a casa loro dove ci accomodiamo su meravigliosi tappeti persiani. E' la conclusione di una giornata da sogno, dono irripetibile che
teniamo stretto nel nostro cuore.

Per la notte ci teniamo le nostre domande e riflessioni sul nostro occidente.

ALBERTO E DIEGO

6 commenti:

Anonimo ha detto...

MERAVIGLIOSO...mi sento disorientata e ubriaca anche io del calore carico di intensa umanità, profumi, colori, sensazioni che ci inondano dalle parole dei vostri racconti...che ricchezza strabordante!!!!!
Mi auguro però che come nell'andare e venire delle onde il ritmo del vostro viaggio trovi
a tratti anche il modo di distendersi e "allagarsi"...a questo passo non riesco quasi a starvi dietro e....
non ho intenzione di farmi seminare :-))))

Vi abbraccio
Serena

mauro_zz ha detto...

Grande racconto !!!!

max ha detto...

Essere seduti in ufficio e leggere
il vostro racconto fa venire voglia
di mandare tutti a quel paese e iniziare a girare il mondo .
Che invidia !!!
al prossimo racconto .Continuate a farci sognare.
Massimo

Anonimo ha detto...

non so come mai ma non riesco a smettere di commuovermi, dal primo approccio con cater pillar ai racconti emozionanti del blog.
ANCORA............

Anonimo ha detto...

UN RACCONTO INVEROSIMILE, INCREDIBILE, FANTASTICO||||||
INIMMAGINABILE per noi come per voi, penso, prima di averlo vissuto di persona e di viverlo giorno per giorno, paese per paese così come ce lo raccontate.. un vero libro di viaggio come una favola dove la "brava gente" della strada è costretta al ruolo di cenerentola dai politici teste di.. Azz... e ne conosciamo tanti anche da noi... un male comune.... purtroppo| godo della vostra gioia e mi commuovo al calore con cui siete accolti e da come vi fate stimare e giudicare... bravi.. veri ragazzi in gamba... complimenti per il servizio fotografico... ma soprattutto per l'immagine che avete esportato di tanti "noi" come voi! che per tutta la strada l'accoglienza sia sempre così fraterna! asta la vista!
ante

Anonimo ha detto...

Grande Albertone. Bellissimo il racconto, ma ancora più bella è l'avventura.

Davide