DA TABRIZ A QAZIM

SARA' EYN


Lasciata Tabriz ci dirigiamo verso Sara'Eyn perche' Karim ci dice che
dobbiamo andare assolutamente alle "hot waters springs" piu' famose
del paese.
Anche la nostra guida ne parla bene.
Giunti sul posto rimaniamo un po' perplessi perche' la localita' e'
molto turistica. Si ergono scheletri di alberghi in costruzione che
danno un senso di abbandono e ogni dieci metri c'e' qualcuno che ci
offre un hotel o una gita sul monte Sabalan che proietta la sua vetta
a 4811m!
Ci troviamo la sistemazione piu' spartana che riusciamo perche' gli
hotel internazionali vogliono 113 dollari per una stanza!
Il nostro alberghetto invece sembra una vecchia casa di ringhiera
abitata da coppie di anziani signori iraniani e rispettive consorti
sempre gentiulissimi e curiosissimi. una copia di teheran ci invita
subito a prendere un chai nel loro appartamento, lo beviamoi sul
tavolino posto nel ballatoio tra una porta e l'altra, ogni tanto ci
dobbiamo alzare per far passare gli altri clienti, che nel frattempo
ci salutano con grandi cerimoniali e ci offrono pane e comunque
partecipano con noi alla gioia del momento.
i nostri ospiti sono in pensione stanno visitando il loro paese
insieme alla madre di lei, che assiste alla conversazione in inglese
(la figlia ogni tanto traduce) lei porta la tradizionale veste nera e
l'hejab (il velo) silenziosa ma e' una presenza importante con il suo
sguardo intenso ed il portarmento austero. Riusciamo a strapparle una
fragorosa risata mostrandole la foto delle moto nell'hotel di tabriz,
la coppia di teheran e'curiosa di sapere quali siano i punti di
contatto tra la nostra cultura e la loro e come la collocheremmo
rispetto alle altre culture asiatiche incontrate nel viaggio.
spieghiamo che siamo all'inizio del percorso e che dell'asia abbiamo
visto solo la turchia e stiamo scoprendo l'iran, ma che abbiamo
intrapreso questa avventura proprio per rispondere alla sua domanda.
Notiamo per la seconda volta che gli iraniani soffrono l'isolamento
culturale a cui sono sottoposti e sono desiderosi di confrontarsi con
gli altri popoli e aprirsi alle altre culture. Per quanto riguuarda le
terme ci spiegano che le donne possono accedere al mattino mentre
gli uomini alla sera. Arriva il nostro turno ed andiamo nella piscina
a cielo aperto perche' ci piace l'idea di immergersci sotto le stelle!
Paghiamo 14.000 rial (1,4 euro circa) e andiamo a cambiarci.
Mentre ci dirigiamo verso la vasca io vengo fermato perche' ho il
costume a slip. Un iraniano mi difende subito dicendo che ho il
costume e tanto basta. Ma l'addetto all'ingresso vuole che metta il
costume a pantaloncino.
Allora l'iraniano che mi ha difeso si gira e in inglese ci dice:"visto
cosa ha fatto Comehini?".
In realta' e' un trattamento riservato a me che per potermi vendere il
costume a pantalone che loro chiamano majo. Gli iraniani entrano con
costumi a slip e avolte con le semplici mutande.
E' uno scotto che pago volentieri perche' entrati in vasca ci si
presenta un'atmosfera da favola.
Un tuffo nel passato,un ambiente di marnmo scuro costruito attorno a
queste acque che ribollono da secoli,che con grossi gradoni finisce in
acqua.
Il cielo e' scuro e c'e' una luce gialla che si riflette sulla nuvola
di vapore scaturita dalle hot waters e che riveste tutto di
un'atmosfera irreale.L'ingresso in acqua e' un piccolo trauma perche'
la temperatura supera sicuramente i 50 gradi!
Inoltre gli iraniani ci invitano a fare le solite 4 chiacchere al
centro della piscina dove sgorgano le sorgenti e qui la temperatura e'
ancora piu' alta.
Resistiamo pochi minuti e usciamo.
Inizia cosi'questa danza del dentro e fuori che diventa ogni volta
piu' piacevole.
Io e Diego ci rilassiamo e parliamo tanto, in intimita'.
E' un momento intenso, meraviglioso in cui stanno bene il corpo e la mente.

DIRK

Lasciate le acque miracolose ci dirigiamo verso Masuleh, un paesino di
montagna che la guida descrive come un gioiello e che e' raggiungibile
attraverso una strada bianca di montagna che ci stuzzica alla grande.
Per arrivarci pero' decidiamo di passare per il Caspio.La curiosita'
e' grande e il richiamo di un nome cosi' imponente e' forte!
Ci dirigiamo verso Ardabil, una strada grande e un po' monotona ma
ecco che all'improvviso accade l'imprevedibile!
Guardando lo specchietto scorgo uno strano puntino luminoso......non
e' possibile!
E invece poco dopo il puntino diventano i due fari anteriori di una
Africa Twins, un'altra Honda in IRAN!!
Il motociclista ci fa segno di voler fare 4 chiacchere e noi
ovviamente diamo l'ok!
Lui si accorge di un posto dove potremmo bere un the e fa inversione
proprio davanti ad uno dei tanti posti di blocco che la polizia
iraniana dispone su tutta la rete viaria.
E' cosi che ci si presenta DIRK un belga di ZWIJNDRECTH, neanche a
dirlo biondo con gli occhi azzurri e che subito ci dice:"Hei ragazzi
beviamo una birra?". Dirk e' cosi', simpatico, spontaneo, vero,
aperto, ama scherzare ed ha una lucertola di pezza (di quelle da
deserto australiano per capirci) sulla carena anteriore, regalo della
nipotina e importante portafortuna!.
Ci dice che all'inizio del suo viaggio sembrava vera e la gente si spaventava!
Ha una mimica fantastica e gesticola forse piu' di noi italiani e con
le sue espressioni ci fa morire dal ridere!
Il signorino se ne sta andando in Nuova Zelanda!!Avete capito bene, e'
partito dal Belgio e va in moto in Nuova Zelanda con la sua Africa di
14 anni (stessa scelta nostra)!
Si, lui ce l'ha piu' lungo di noi......il viaggio, che cosa avete capito???
Siamo noi questa volta ad essere curiosi e a fargli mille domande.
Lui si e' costruito le borse di alluminio,un sostegno per le ruote di
scorta, cosi' le tiene in verticale lasciando vedere la targa e le
frecce.
Ha studiato meccanica, lavora in una raffineria ed e' da piu' di un
anno che prepara il viaggio. La sua moto ha gia' avuto molti problemi
che pero' e' sempre riuscito a risolvere.
Lui il suo bolide lo chiama "old lady" e quando gli diciamo che anche
le nostre non sono piu' giovanissime subito risponde:"ok, let's go,
the olds ladies sings again!!".
Lui e' felicissimo di averci incontrati e pensava non fosse possibile
ci fossero altri matti come lui nel mondo!
Pero' ora che ci siamo trovati andiamo insieme verso il caspio.....
Per arrivare sulla costa dobbiamo attraversare un passo sul quale
troviamo una nebbia che cosi' fitta raramente l'ho vista anche in val
padana!
La cosa si fa pericolosa perche' gli iraniani attraversano il banco a
luci spente!!
A capeggiare e' il grande Diegone che ci porta fuori di li' con grande
esperienza, indicandoci gli ostacoli!
Mi sembra che abbia un radar o forse il suo cuore gli indica la via!
Io sono ultimo ma stiamo molto vicini per non perderci d'occhio e la
nebbia nasconde il profilo delle moto tranne la luce rossa delle luci
di posizione e intravedo i caschi inclinarsi dolcemente sulle curve,
come in una danza rituale, mi sembra che le moto stiano volando su
quella montagna!!
In prossimita' del caspio attraversiamo una prima localita' di mare e
ci portiamo dietro uno stuolo di piccole moto (in Iran non possono
superare i 250cc) che come zanzare impazzite si divertono a superarci,
frenare per risuperarci, salutarci.
Mi fanno ricordare che anch'io col mitico malanca 50cc giravo per le
strade della bassa con gli amici, alcuni con cilindrate superiori,
altri addirittura con la macchina! E' bello essere in tanti, prendersi
la strada e occuparla con la voglia di partire senza sapere dove
andare, lasciarsi portare da lei, senza nulla chiedere se non guidare
insieme!
Loro ci lasciano qualche km piu' in la' e decidiamo di fermarci a mangiare.
Appena scesi arriva una macchina della polizia che ci suona col clacson.
Ci salutano e Dirk chiede "ci sono problemi?" loro rispondono di no ma
appena ci dirigiamo verso il locale ci chiedono i passaporti.
Nel giro di poco arrivano un'altra macchina e un furgone della polizia
da cui scendono un graduato e due militari.
L'ufficiale e' gentile con noi ma Dirk rifa' la domanda.
Il polizziotto ci tranaquillizza e mentre segna i nostri passaporti su
un foglio di carta scorgiamo i militari che lo fotografano insieme a
noi.Anche gli altri polizziotti si stringono per stare
nell'inquadratura! Tutto
chiaro, siamo le star del momento. Infatti dopo qualche scatto ci
salutano con grande cortesia che quasi abbiamo pensato volessero
l'autografo!
Finalmente mangiamo e siamo ancora molto eccitati per l'incontro con Dirk.
Lui parla benissimo inglese ma e' anche bravissimo a mimare sensazioni
e situazioni e cosi' facendo fa capire tutto anche a me che in inglese
non sono fortissimo.
Io e lui comunichiamo in francese pero'!
Ci racconta dei suoi viaggi in asia anche in bicicletta, di quando
lavorava nei teams delle moto da corsa come meccanico. Ha un sacco di
esperienza di viaggio e di vita ed ha sempre un consiglio per tutto.
Ci dice che ha passato la notte a Tabriz e ha piantato la tenda nel
parco di cui vi abbiamo parlato.
Al momento della cena si sono avvicinati un sacco di cani. Allora lui
ha dato qualche boccone al cane piu' grosso che lo ha difeso dagli
altri!!
Oggi all'ennesimo che gli ha chiesto come si chiamava e da dove veniva
ha risposto in inglese "sono orso polare e vengo dal polo nord." Dice
che ne conosce una variante " vengo dal polo sud e mi chiamo pinguino!".

IL CASPIO

Ci avevano detto che la parte dell'Iran che si affaccia sul Caspio e'
molto verde perche' piove spesso.
Infatti appena giunti in prossimita' dell'acqua scoppia un temporale!
Ci vestiamo velocemente con gli antipioggia e ripartiamo.
Il Caspio ha veramente un fascino incredibile, in particolare con
questo tempo e per me e Diego ancora di piu' perche' il ritorno del
nostro viaggio tocchera' le coste dell'altro versante che ora non
vediamo ma che possiamo immaginare! E' una sensazione bellissima.
Piove ma c'e' una luce bianca stupenda che si riflette sulla strada
trasformandola in un nastro d'argento. Le moto sollevano una nuvola
d'acqua che nasconde le ruote e mostra la solita luce di posizione.
Adesso sembra che
le moto stiano surfando!!
Decidiamo che non e' il caso di campeggiare sul mare come avevamo
programmato e ci dirigiamo verso l'interno...meta Teheran!!
La capitale e' lontana, abbiamo molta strada davanti, ma
l'attrezzatura tecnica tiene alla grande, i serbatoi sono pieni e
nostri cuori anche.
Con noi c'e' un'altra old lady.....ci guardiamo e via, si parte!


NOTTE A QVAZIM


La strada per Theran e' incredibile.
Da una parte un panorama fantastico, tra gole e canyon sembra un film,
dall'altra un traffico mostruoso di camion, macchine che si muovono
disordinatamente.
Piano piano arriva il buio e qui la strada si trasforma in un vero e
proprio video game!
Ci fermiamo a bere un the e a riposare natiche e testa. Dobbiamo
essere belli lucidi qui.
Mangiamo anche un melone che Dirk tira fuori tipo eta beta dalla borsa
serbatoio.
Scherziamo, ridiamo e stiamo bene, non abbiamo fretta, orari da
rispettare o altro.
Non sembra neanche che durante la giornata abbiamo preso nebbia, acqua
e traffico allucinante.
Siamo pero' ancora lontani dalla capitale e decidiamo di fermarci a
dormire a QVazim che e' a 30 km da noi e a 150 da Teheran.
Appena arrivati troviamo un hotel e prendiamo una stanza. E' quasi un
appartamento e costa poco.
Ci laviamo, distendiamo e poi fuori a cena. Ormai e' tardi ed e' tutto
chiuso, tranne un posticino che fa degli spiedini di fegato e cuore
che abbiamo gia' assaggiato a Sar'Eyn e che devono essere una
specialita' di questa regione.
Il locale e' gestito, almeno in quel momento, da ragazzi giovanissimi
che stanno fumando narghille'.
Ci sediamo e subito ci servono offrendoci anche il loro fumare.
Uno dei due ragazzi ha una maglietta con su scritto ITALIA.
Gli diciamo che siamo italiani e lui si illumina.
Ha un telefonino in cui tiene tutto. Foto, musica, video, indirizzi,
la sua vita.
Ci mostra con orgoglio cantanti iraniane che vivono all'estero e ci fa
sentire la loro musica.
Poi ci mostra dei video che dal modo con cui si avvicina pensiamo essere ose'.
E lo sono eccome, solo che alla faccia della nostra malizia,
rappresentano una ragazza iraniana, probabilmente sua amica, che
suona la chitarra e balla in strada con la musica proveniente dalle
autoradio, attorniata dagli amici e SENZA VELO!!
Ci chiede se anche noi abbiamo qualcosa da mostrargli del nostro
paese. E qui ci rendiamo conto di avere sbagliato alla grande!
Noi il cellulare lo viviamo come telofono e non abbiamo pensato che
sarebbe potuto essere un importante mezzo di scambio anche immediato!
Ci chiede allora di portare il video della sua amica in Italia. Prende
il telefono di Diego che sembra maneggiare meglio del suo
proprietario, e carica il video.
Noi siamo colpiti dalla fierezza con cui parla del suo paese e al
contempo della incredivbile forza di rinnovamento che si porta dentro.
Ha un modo di comportarsi molto adulto e senza fronzoli.
Diego accende la pipa e anche la curiosita' dei ragazzi che la
vogliono provare. Dirk prova ad offrire una sigaretta ma i ragazzi
rifiutano, fumano solo la pipa o il narghille'!
Siamo piacevolmente sorpresi da questo incontro casuale ma cosi' intenso.
Andando via paghiamo il conto 56.000 rial (circa 5,60 euro per tre
persone). Ne diamo 60.000 e facciamo il gesto di volere lasciare li'
il gesto.
Il ragazzo allora offeso alza la mano e lapidario dice "NO"!. Poi
torna gentile e ci porge il resto mettendo la sua mano destra sul cuore.
L'Iran continua ad essere una sorpresa incredibile per noi che ci
sentiamo sempre piu' a nostro agio e in sintonia con questo popolo.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

la tua scrittura scorre dolce e lenta come un fiume. Le terre dell'islam ti hanno aperto il cuore che non è mai stato chiuso. Mi illumini di immenso. Thea

Anonimo ha detto...

Vedi che succede? Metti due amiche al telefono e un blog come il tuo davanti agli occhi e voilà, un'incrocio di emozioni, le tue le mie quelle della mia amica che non si immaginava di poter scrivere sul tuo blog.
A proposito! Si domandava come fai a scrivere così bene, così a lungo e in così poco tempo...
Jose, al telefono con Thea. Baci

Anonimo ha detto...

Mi piace leggervi e sewguire questo viaggio,come,a ruota,mi sembra di esserci ne sento profumi,e polvere,ma l'entusiasmo mi contagia e la grande umanità che portate in giro è ricambiata alla grande!Dai forza e grazie,vi attendo domani.marisa

Anonimo ha detto...

Fantastica avventura. Il linguaggio che state usando cambia e si coglie l'atmosfera e l'estasi del viaggiare in maniera sempre più intensa. Bravissimi. Ovviamente anche la mia invidia cresce con il leggere la vostra avventura. Un abbraccio in particolare al ragazzo Albertone.
Davide

Anonimo ha detto...

ma dove trovate il tempo per scrivere così tanto e meravigliosamente in così poco tempo????? che scema! non siete più ostruiti mentalmente ma ispirati emotivamente!!!!
GODO e mi emoziono per voi e attraverso di VOI!!!!
lisa